Frammenti di ieri
Il ruolo degli animali nei lavori della campagna
L'uomo nel corso della sua evoluzione ha sempre utilizzato gli animali per vari scopi . Con il cane ha battuto (e batte) boschi e selve per cacciare e nutrirsi . Ha allevato e addomesticato ovini, bovini, equini ecc. ecc. , usandoli sia per nutrirsi sia per il lavoro . Le bestie per il lavoro , venivano usati soprattutto per lavorare i campi , dove il rapporto uomo animale doveva essere compattato da un rispetto reciproco .
Un tempo in tanti altri paesi prettamente agricoli come Manduria, quasi ogni famiglia possedeva un animale impiegato per il lavoro nei campi. Le bestie comuni erano :" lu ciucciu ti la Mangrazia " (asini bassi tipo sardagnoli) , " li ciucci" asini di dimensioni più grandi rispetto alla norma ) " la sciumenta " (la femmina del cavallo) . Questi animali venivano usati, per trainare l'aratro nei campi o per "traiari " (rimuovere il terreno nei campi a mò di livellamento) , servivano anche a trainare " lu sciarabbai " (biroccio) , " lu trainu"(il traino), utilizzato soprattutto per il trasporto di carichi pesanti , oppure " lu carrittoni " (carro più leggero rispetto al traino, con ruote più piccole e abitacolo più irrigo , spesso usato per il trasporto delle persone, su assi a mò di sedile lungo le sponde) . Le famiglie benestanti possedevano più animali , perciò avevano la facoltà) in qualsiasi periodo dell'anno , di impiegare più bestie nei campi . Durante il periodo della vendemmia queste famiglie avevano animali per trainare " lu carrittoni " che trasportava " l'antu" ( gruppo di persone che lavoravano nei campi) e animali per treinare" lu trainu cu sobra li tinacci " (il traino COTI sopra recipienti di legno di forma conica utilizzati per il trasporto dell'uva dalle campagne al palmento).
Molti contadini un tempo ragazzi portati al lavoro in tenera età, ricordano che " li tinacci sobbra li traini " venivano caricati in maniera eccessiva e, spesso , trasportando l'uva dalle contrade costiere a Manduria gli animali che trainavano i carri si fermavano stremati alla salita della Marina . In questi casi intervenivano alcuni ragazzi , che " lu trainieri: " (conduttore del traino) aveva caricato sul carro e sistemato in mezzo "alli tinacci" per non farli ritornare a Manduria a piedi : questi giovanotti scendevano dal carro e mettevano delle pietre dietro le ruote , in modo che il traino non retrocedesse . Accadeva spesso che alcuni di questi ragazzi stanchi morti per il lavoro, saliti sul carro e sistematisi tra “li tinacci”, si addormentavano lungo il trasporto e tra una buca e l'altra il mosto , fuoriuscendo dai frinì , li bagnava fradici . Le famiglie manduriane che possedevano un solo animale (circa il 50%) ne avevano gran cura .
Finita la giornata lavorativa , tornavano a casa e, in caso di pioggia lungo il percorso, giunti a casa lo asciugavano per primo affinché non si ammalasse. Tale operazione avveniva strofinando la paglia asciutta sulla pelle dell'animale e dopo si ripeteva la stessa operazione con un sacco. Nella maggior parte delle abitazioni (sempre di quel 50%) , composte da pochi vani le stalle erano poste nella parte terminale della casa. Per questo, ogni volta che si portava l'animale nella stalla bisognava attraversare tutte le stanze precedenti. Questi vani erano posizionati nella parte estrema dell'abitazione forse per proteggere l'animale da eventuali furti o malintenzionati, anche perché era l'animale che spesso permetteva la sopravvivenza della famiglia. Perdere la bestia per la famiglia significava subire un duro colpo economico. Fino a pochi decenni orsono infatti chi svolgeva i lavori di “trainieri” alla morte dell'animale riceveva dai parenti stretti e dagli amici più intimi "lu cunzulu" ( banchetto di rispetto verso chi ha perso alcuni cari famigliari) , come se fosse venuto a mancare un parente stretto. Un altro compito del "trainieri" era quello di alzarsi la mattina verso le tre per preparare da mangiare all'animale "lu trainieri priparava la canija all'animali" Tale operazione avveniva mettendo l’ acqua ("calda di inverno, nella mangiatoia dell'animale mescolando con paglia, biada e crusca di grano, fino ad ottenere una specie di poltiglia. Così facendo si dava all'animale un nutrimento sano, prima di partire per i campi ed affrontare una giornata di duro lavoro.
