Personaggi illustri a Manduria
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Don Antonio Bruno

Figlio del giurista Giulio Cesare e della Signora Isabella Pasanisi, Antonio Bruno era nipote dell'Arciprete D. Lupo Donato Bruno. Nacque egli in Casalnuovo e fu battezzato nella Collegiata il 15 dicembre 1593. In patria fu discepolo di Don Matteo Del Prete. Recatosi giovanissimo in Napoli per completare i suoi studi, fece amicizia con Giambattista Manzo. Intanto egli, che si avviava al sacerdozio, a ventidue anni ottenne l'Ordinazione e partì per Venezia. Fu nominato Arciprete di Casalnuovo nel 1618, ma solo sette anni dopo egli rinunziò a tale carica, pur essendosi addottorato in teologia nel 1623. Si recò in Urbino ove fu Segretario di quel Recentissimo Duca, Francesco Maria Feltrio Della Rovere. Da Urbino passò in Roma, Segretario del Cardinale Berlingiero Grassi, che si valse sempre del Bruno negli affari più importanti. Questi fu l'ornamento della sua Corte, come ci fa sempre il Dell'Antoglietta, dal quale abbiamo tratto gran parte di queste notizie bibliografiche. Anche il Pontefice Urbano VIII, al quale era accettatissimo e che lo trattava con familiarità, si servì spesso della sua diplomazia e lo inviò varie volte per trattare affari col Duca di Urbino e col Granduca di Toscana. Il Bruno era molto stimato pure nelle Corti di Modena, di Mantova, dal Duca di Parma, al quale dedicò le Veneri e dal Cardinale Odorando D'Este. Di pari tempo con gli affari diplomatici, in cui si dimostrava abilissimo, coltivò il Bruno gli studi letterari e divenne in breve uno dei poeti seicenteschi più di grido, essendo pure legato di intima amicizia col caposcuola Marino. Egli anzi, seguace di quella bizzarra scuola, pur criticandola, scriveva nella prefazione alla Ghirlanda che nei poeti della nuova scuola è da ammirarsi << una nuova maniera spiritosa di concettare >> è da riprovarsi però << una spiacevole negligenza nelle altre parti e una bellezza consistente in colori finti di biacca e di minio >>. Ma pur questi poeti, a confronto di quelli della vecchia scuola, osservava egli, << sono più applauditi >> facendo nascere << le malie che talora sotto larve e sembianze apparevoli di buono affascinano gli ingegni >> e chiariva poi: << la poesia è giunta in una certa delicatezza squisita >>.
- Le Opere del Bruno stampate sono:
- La Selva di Parnaso;
- La Ghirlanda;
- L'Alvernia;
- Le tre gratie. Rime, con Privilegio del Sommo Pontefice e licenza dei Superiori;
- Le Veneri;
- L'Epitole Eroiche.
Morì D. Antonio Bruno in Roma il 23 settembre 1635, in età di 42 anni, nel Convento dei SS. Apostoli. Dell'Antoglietta dice che il Bruno morì per aver mangiato, dopo un lauto pranzo, molti beccafichi, compiacendosi egli in cita oltre modo delle delizie della gola, non badando per il gusto di quella, di vuotare non meno la propria che l'altrui borsa. Questa ipotesi non è confermata e ancora ad oggi non si sa come sia morto il Nostro illustre concittadino Antonio Bruno, a cui è stata dedicata una via della nostra città Manduria.