logo

Il Territorio di Manduria

A circa dieci chilometri dal mar Jonio, ricco di miti e di suggestioni; adagiata su un territorio piatto fin dove giunge lo sguardo; circondata da corone di uliveti e di vigneti; sur un territorio punteggiato da masserie, trulli, ricoveri e pagliai, muti testimoni di una civiltà non ancora del tutto scomparsa, sorge la città di Manduria, antica scolta messapica lungo la via che dal Salente conduceva alla magno-greca Taranto. Le masserie, in special modo, fanno da contrappunto nella piattezza del territorio e sono state nel passato fonte di lavoro ed elementi fondamentali per lo sviluppo economico della città. Storici locali hanno documentato la presenza di un gran numero di operai addetti alla sorveglianza delle greggi custodite nella masseria, alla coltivazione dei campi di pertinenza, alla raccolta dei prodotti della terra, alla mungitura del latte e alla lavorazione dei suoi derivati. In terreni adibiti a pascolo, sotto lo sguardo attento del pastore, fino alla metà del XX secolo, brucavano centinaia, migliaia di capi di bestiame: pecore, capre, agnelli, mucche... La masseria è stata sempre fonte di ricchezza e preda ambita di predoni e di briganti. In queste strutture spesso si è scritta non solo la storia economica della città ma anche quella religiosa, politica e culturale.

a Manduria spesso, la masseria era dotata di una cappella nella quale, in giorni festivi, il sacerdote celebrava la Santa Messa e i fedeli potevano ricevere la comunione. La vita che si svolgeva nella masseria improntava anche la vita sociale ed affettiva degli abitanti della città specie se il contratto di lavoro era più pesante per l'operaio che veniva costretto a stare lontano da casa per un più lungo tempo.

"Quàntu m'è pàrsa lònga la sittimàna / Cunzìtra, bbèni mia la quinnicìna ", recita ancora un detto popolare a significare quanto pesava la lontananza dall'innamorata al giovane che la necessità costringeva a lavorare nella masseria.

La struttura era dotata, inoltre, di sistemi di difesa proprio perché i suoi beni attraevano ladri, sbandati, briganti e pirati in ogni periodo della storia.
Oggi molte masserie sono abbandonate, altre si cerca di recuperare alla loro antica funzione con opportuni cambiamenti, altre ancora vengono ristrutturate perché rivivano con funzione diversa: pizzerie, ristoranti, agriturismo...
Oggi la città conta circa 30.000 abitanti e vanta un'economia vivace e diversificata che la colloca ai primi posti nei centri del territorio jonico. Pur essendo sviluppato il terziario, infatti, con le numerose Banche che operano nella città e i servizi, Manduria non ha rinunciato alle attività commerciali e a quelle agricole che continuano ad essere i settori portanti della sua economia.
La vocazione agricola e commerciale è testimoniata anche dalla cosiddetta "Fiera Pessima".

Questa è un'antica fiera che negli ultimi anni ha assunto la funzione di volano nell'economia della città perché una moderna impostazione strutturale, che si arricchisce con il passare del tempo di sempre nuovi spazi d'esposizione e di nuovi prodotti, la rende punto d'incontro per gli operatori agricoli e commerciali non solo dei centri vicini ma di tutta l'intera area meridionale.
La "Fiera Pessima", ormai, occupa un posto di rilievo tra gli eventi che caratterizzano l'economia della Regione.

Testi di Cosimo Pio Bentivoglio, tratti da "Guida Illustrata 2004" di Pubblimmagine

Foto di Dario Scagliosi