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San Pietro in Bevagna

E' una Frazione di Manduria quasi del tutto disabitata durante l'anno ma, non appena i primi tepori primaverili diffondono nell'aria profumi di mirto e di rosmarino; non appena la luce comincia a riacquistare forza e durata dopo il periodo invernale; non appena fioriscono le primizie, il centro si apre a nuova vita. Lo animano prima i pescatori, poi i villeggianti della domenica, poi le famigliole e le comitive che approfittano delle miti e luminose giornate primaverili per le prime passeggiate sulla sabbia. Infine, in occasione della festa di San Pietro Apostolo, come per un miracolo che per tradizione si ripete puntualmente ogni anno, la Frazione torna ad essere affollata. D'incanto c'è un via vai, un brusio come di alveare, frotte di bambini, di giovani, famiglie intere che parlano idiomi diversi, riportano vita e movimento nel centro di villeggiatura che col passare degli anni ha cessato di essere luogo esclusivo
dei mandurini per divenire centro d'aggregazione e di vacanze estive per migliaia di turisti.
Molto interessante perché registra un felice connubio tra attività economiche, agricoltura, arte, tradizioni popolari, turismo, infatti, è la fascia costiera che si stende per lunghi chilometri con i suoi arenili dalla sabbia dorata. La marina, che si scopre appena si oltrepassa il Bosco Cuturi, è ricca di suggestioni culturali, religiose, mistiche allorquando il fortunato visitatore può partecipare alla Processione penitenziale e propiziatoria insieme che in particolari occasioni climatiche si svolge partendo dalla chiesetta di San Pietro in Bevagna, che da il nome alla spiaggia, per giungere a Manduria.
I pellegrini che durante la processione si caricano di rami fronzuti, nei quali spesso si ricavano altarini dedicati al Santo come la fede e la fantasia suggerìsce, e di tronchetti d'albero tagliati dagli annosi alberi che formano il Bosco Cuturi, giungono anche dai paesi vicini quando la siccità rischia di distruggere i raccolti. Con fede invocano il Santo perché dalle nuvole cada la pioggia risto-ratrice.
Ma San Pietro in Bevagna è importante anche perché, secondo una pia leggenda, fu su questo litorale che l'Apostolo approdò quando dalla Palestina si dirigeva a Roma dove avrebbe subito il martirio. Legata al culto del Santo è la tradizione delle cosiddette "Perdonanze", che ricorre in determinati periodi dell'anno. In tale occasione, il pellegrino che dopo essersi confessato e comunicato gira attorno alla croce posta accanto alla chiesetta, lucra indulgenze concesse dai Sommi Pontefici. Di tale rito si conserva traccia in un detto popolare che recita: "Alli toi, alli treti t'aprili /Jat'a cudd'ommu
ca mi veni a vitìri. ( Beato chi viene a farmi visita nei giorni due e tre di aprile).
Oggi San Pietro in Bevagna è una Frazione della città e un Centro balneare vitalissimo nel periodo estivo quando decine di migliaia di turisti stagionali affollano bar, ristoranti, pizzerie e gli arenili che si distendono dorati "tra il mare e il ginepro". Il mare dall'acqua cristallina, il sole, le ampie spiagge sono elementi che attraggono irresistibilmente i turisti. Non mancano, a cura delle associazioni locali e degli Enti istituzionali, manifestazioni culturali, concerti, rappresentazioni teatrali che allietano le calde serate estive e rendono piacevole il soggiorno anche ai più esigenti.
E a poca distanza dalla Frazione, scorrono le limpidissime e gelide acque del fiume Chidro e del fiume Borraco.
Tuttavia si avverte la necessità di una impostazione dell'attività turistica in grado di attirare visitatori non solo durante l'estate ma anche in altri periodi dell'anno perché i Beni che la città è in grado di offrire sono diversificati. Tra questi primeggia l'offerta culturale costituita dalle sue chiese, i suoi palazzi, il Parco archeologico, i conventi che sono elementi di attrazione per l'intero arco dell'anno.
Tra la città e il mare, immense distese di uliveti e di vigneti caratterizzano il territorio e sono il fulcro dell'economia cittadina in quanto consentono agli abitanti di seguire la propria vocazione di agricoltori che ricavano il meglio dalla propria terra. Specialmente in questi ultimi decenni, si è assistito ad un processo di cambiamento e di ammodernamento nelle attività agricole: ci si è specializzati nella coltura della vite e ciò ha permesso la conquista di sempre nuovi e più ampi mercati; il vino, che per il passato veniva prodotto solo per "tagliare" altrove vini che avrebbero invaso il mercato con marchi prestigiosi, viene oggi prodotto e imbottigliato ed etichettato in loco. Cantine sociali e aziende private, in felice competizione, si vanno via via inserendo con i loro prodotti Doc nei mercati nazionali ed esteri.
Stesso fenomeno si registra nella coltivazione dell'ulivo. Moderni macchinari sono entrati in questo settore principe dell'agricoltura pugliese.
locale cimentarsi con più vasti mercati per mezzo di marchi registrati e di oleifici al passo con i tempi. Se qualche frantoio tradizionale resiste ancora, è come un cimelio del passato, un reperto di quella archeologia industriale alla stessa stregua dei frantoi ipogei che hanno fatto la storia della città e del Salento. E anche qui si registra la svolta che vede l'imprenditoria

Testi di Cosimo Pio Bentivoglio, tratti da "Guida Illustrata 2004" di Pubblimmagine

Foto di Dario Scagliosi