Cartapesta nelle Chiese
Cappella di Santa Lucia
SCHEDA N. 33
- SOGGETTO: S. FRANCESCO da PAOLA
- AUTORE: Salvatore Bruno (1883-1988)
- CRONOLOGIA: sec. XX - 1921
- DIMENSIONI: cm. 160x60x43
- MATERIA E TECNICA: cartapesta dipinta
- ISCRIZIONI: sulla base: Premiata ditta/Salvatore Bruno/Lecce 1921;
- A devozione di Guglielmo Leonardo; sul petto del Santo: CHA/RI/TAS
- STATO DI CONSERVAZIONE: cattivo
- COLLOCAZIONE: II nicchia sinistra
- PROVENIENZA: ubicazione originaria
- CONDIZIONE GIURIDICA: proprietà ente ecclesiastico
- BIBLIOGRAFIA: inedito
Il fondatore dell’Ordine dei Minimi, patrono della Calabria, è raffigurato dalla grossa corporatura, lo sguardo rivolto al cielo, con barba e capelli bianchi; la mano destra impugna un’autentica canna e la sinistra lambisce lo scudo gentilizio dipinto sul petto, su cui è scritto "CHARITAS".
La tradizione fa risalire questo scudo ad un’apparizione. Un giorno Francesco, così chiamato in onore del Santo assisiate, stava pregando, quando uno spirito celeste - secondo alcuni l’arcangelo Michele - si mostrò tenendo fra le mani uno scudo luminoso su cui si leggeva la parola "Charitas"; offrendogli quel simbolo disse: "Questo sarà lo stemma del tuo Ordine". La scultura mostra una buona cura dei particolari anatomici, evidente nelle vene sul dorso della mano, nelle rughe d’espressione sul volto e nell’ondulazione della barba; elementi caratterizzanti di un discepolo che ha pienamente appreso gli insegnamenti dei suoi precedenti e illustri maestri, quali il De Lucrezi e il Maccagnani.
SCHEDA N. 34
- SOGGETTO: S. LUCIA di SIRACUSA
- AUTORE: Giuseppe Andrea De Pascalis (1862-1895) - G. Manzo (1849-1942)
- CRONOLOGIA: sec. XIX - 1883
- DIMENSIONI: cm. 150x60x50
- MATERIA E TECNICA: cartapesta dipinta
- ISCRIZIONI: sulla base a destra: De Pascalis e Manzo/ Lecce 1898
- STATO DI CONSERVAZIONE: cattivo
- RESTAURI: E. Marzo,1974; 1982.
- COLLOCAZIONE: III nicchia sinistra
- PROVENIENZA: ubicazione originaria
- CONDIZIONE GIURIDICA: proprietà ente ecclesiastico
- BIBLIOGRAFIA: L. Tarentini, 2000, p. 141
La Santa è raffigurata nella posa maggiormente diffusa in ambito popolare. Lo sguardo rivolto al cielo regge con la mano destra un piatto sul quale vi è un fazzoletto bianco con gli occhi, simbolo del suo patrocinio; la sinistra reca la palma del martirio. La tunica lunga, di colore verde, e un'altra, più corta, di tonalità chiara con disegni a rilievo dorati, è ampiamente coperta da un mantello rosso con decori d'oro, che avvolge la figura. Un fazzoletto bianco con righe dorate le copre la testa, sulla quale è posta una corona metallica tempestata da pietre di diverso colore. La scultura, pur attenendosi ai modelli convenzionali, si caratterizza per la dolcezza dello sguardo e la bellezza dei tratti evidenziando, ancora una volta, le qualità artistiche degli autori, nel 1898 ancora associati nel modellare statue in cartapesta d'alto livello. La tipologia decorativa di questa statua è quella definita "ricchissima", per la presenza di svariate decorazioni in oro giapponese.