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Cartapesta nelle Chiese

CHIESA dell'Assunta

SCHEDA N. 32

  • SOGGETTO: MARIA SS. ASSUNTA
  • AUTORE: Oronzo e Andrea Longo (sec. XIX-XX)ù
  • CRONOLOGIA: sec. XX - 1932
  • DIMENSIONI: cm. lGOx45x50
  • MATERIA E TECNICA: cartapesta dipinta
  • ISCRIZIONI: sulla base: Premiata ditta Longo 1932
  • STATO DI CONSERVAZIONE: discreto
  • COLLOCAZIONE: Altare maggiore, lato destro
  • PROVENIENZA: ubicazione originaria
  • CONDIZIONE GIURIDICA: proprietà ente ecclesiastico
  • BIBI,IOGRAFIA: L. Tarentini, 2000, p. 79

La Madonna indossa una tunica rosa e il consueto mantello celeste bordato d'oro che ricade da una spalla, ha il capo coperto da un velo bianco. Le brac­cia sono aperte e gli occhi rivolti al cielo. Un angioletto sospeso a mezz' aria sembra sorreggerle il manto in vita; un altro, volandole al fianco destro, con 1'indice puntato la guarda. L'intero gruppo scultoreo sembra levitare su delle nuvole dalle quali fuoriescono tre teste di cherubini.

Discepoli dello zio Isacco (fine sec.XIX -inizi XX), allievo del maestro De Pascalis Giovanni Andrea (18G2-1895), i fratelli Longo ben appresero l'arte di modellare statue in cartapesta. Tuttavia, appare evidente la lezione del Manzo, soprattutto nelle capigliature e nei volti, oltre che nelle forme barocche degli angioletti che fanno da corona alla Vergine. E' probabile che per questi ultimi, i Longo, avessero addirittura utilizzato le stesse controforme rigide che artisti di maggior calibro quali Manzo, Guacci, Caretta, Malecore, avevano realizzato per gruppi statuari accompagnati da angeli. Tale ipotesi trova conferma nelle fonti orali dei pochi vecchi cartapestai ancora operanti in Lecce. La fine dell'apprendistato presso la bottega, infatti, non concludeva il rapporto tra discepolo e maestro, questo continuava nel tempo, basandosi soprattutto su scambi continui di esperienze e materiale, compreso l'enorme patrimonio di controforme in gesso, che costituiva l'eredità artistica dei più grandi e avviati laboratori.


SCHEDA N. 31

  • SOGGETTO: MARTIRIO di S. COSIMO
  • AUTORE: Ignoto (R. Caretta?)
  • CRONOLOGIA: sec. XX (prima metà)
  • DIMENSIONI: cm. 70x100
  • MATERIA E TECNICA: cartapesta e creta dipinte (altorilievo)
  • STATO DI CONSERVAZIONE: cattivo
  • COLLOCAZIONE: Altare maggiore, lato sinistro
  • PROVENIENZA: ubicazione originaria
  • CONDIZIONE GIURIDICA: proprietà ente ecclesiastico
  • BIBLIOGRAFIA: inedito

L'altorilievo narra uno dei tanti leggendari episodi della vita dei Santi Medici. Il Nostro rappresenta il martirio ordinato dal prefetto Lisia, dopo che i due medici si rifiutarono di ossequiare col sacrificio gli dei pagani. Subi­te varie torture, fra cui la flagellazione e usciti sempre illesi per intercessione divina; l' alto funzionario, esasperato dai miracolosi portenti, ordinò al boia di decapitarli.

L'altorilievo narra l'episodio del martirio dei Santi Damiano, Antimo, Leonzio, Euprepio e Cosimo, proprio durante la decapitazione di quest' ultimo per mano di un soldato con turbante e scimitarra. Alle sue spalle, Damiano stringe la croce e sembra commentare l'avvenimento; così gli altri fratelli, raffigurati, dall'ignoto artista, barbati e baffuti. La scena è arricchita con la presenza di alcuni angioletti e fiori (probabilmente posticci).