fauna e flora ipogea
Dal punto di vista biologico, le grotte sono ambienti difficili che richiedono ai loro abitanti adattamenti spinti per condizioni di vita spesso estreme. Nelle parti più interne, per la mancanza di luce, la vegetazione è quasi del tutto assente, ad eccezione di alcuni muschi che crescono sulle pareti. Sulle rocce che arrivano all’esterno è possibile veder crescere tra gli altri il CAPELVENERE, che predilige rocce calcaree,ombrose, umide e spesso stillicidiose. Tra gli organismi legati all’ambiente ipogeo possiamo distinguere:
- TROGLOBI, ossia organismi legati a quest’ambiente per tutta la vita.
- TROGLOFILI, ossia organismi che possono frequentare anche l’ambiente esterno.
- TROGLOSENNI, ossia organismi che abitano nella grotte solo occasionalmente.
Gli adattamenti più vistosi sono quelli riferibili ai troglobi. L’assenza o la scarsezza di luce ha imposto a questi organismi la riduzione o l’assenza degli occhi, la depigmentazione, in un mondo dove i colori non hanno significato, e lo sviluppo di grandi setole tattili. La fauna cavernicola pugliese manca di vertebrati troglobi, ma in compenso è ricchissima di invertebrati. Vi sono ben 31 specie cavernicole endemiche della Puglia, facendo di quest’ambiente uno dei più importanti a livello nazionale. Una delle specie endemiche delle grotte pugliesi è Haloblothris gigas, ossia uno SCORPIONE. Tra i troglofili troviamo numerose specie di PIPISTRELLI. Inoltre, le grotte sono aree di rifugio e riproduzione di organismi troglosenni, quali il BARBAGIANNI , la VOLPE ed il TASSO.

Lavoro svolto dalla scuola Marugj-Frank
