LA FLORA E LA FAUNA
Territorio di Manduria
La vegetazione tipica del territorio di Manduria è la "macchia mediterranea".
Essa è costituita da arbusti sempre verdi e da piante che hanno scarsa esigenza
di acqua, con foglie piccole per limitare l'evaporazione. Il bosco è composto da
piante arboree, arbustive, erbacee e da forme più umili ma non meno importanti come
i muschi, i funghi, i licheni. I boschi Cuturi e Rosamarina sono distese di querce
miste a pini e a macchia mediterranea mirto, mortella, lanterno, pero mandorlino
(calaprico, pirascinu), corbezzolo. Tra le piante e i frutti eduli di prato e di
macchia abbiamo: i corbezzoli, i mirti, i prugnoli, i sorbi, il ginepro ecc. Tra
le erbe aromatiche: il fonocchio selvatico, la menta, il timo, il rosmarino, la
salvia, l'origano. Gli animali selvatici presenti nel territorio sono pochi perché
l'uomo ha trasformato l'ambiente alterando il suo equilibrio con il diboscamento
, con l'inquinamento, con gli incendi, con la caccia, con l'uso di insetticidi.
Gli animali esistenti nel territorio di Manduria sono: il riccio, il rospo, la lepre,
la volpe, la rana, la lucertola, il ramarro, l'orbettino, la donnola, il topo campagnolo,
la mosca olearia. Tra gli uccelli troviamo: l'allodola, il tordo, il falco, il barbagianni,
la civetta, l'anitra. Tra gli animali domestici troviamo gli ovini, i caprini, i
bovini, i suini, gli equini.
GIARDINI D’ITALIA
Il nostro paese ha giardini bellissimi, ma nessuno li aveva visti; nessuno, a
parte i pochi fortunati che conoscevano il proprietario. Giardini grandi, belli,
blasonati e non, curati, amati e soprattutto chiusi. I signori italiani,a lungo,hanno
considerato il giardino o parco di famiglia un godimento esclusivo e privato. E’
innaturale che spazi verdi progettati per ospitare intere corti vedano pochi visitatori,
per questo motivo alcuni proprietari hanno deciso di aprire al pubblico i loro “tesori
verdi”. Hanno applicato anche al giardino, che potrebbe degenerare in regno dell’ozio
e della contemplazione sterile, il sano principio della concorrenza. Più giardini
aperti si espongono all’imponderabile giudizio del pubblico, la cui ammirazione
o critica incute il timore del pollice di neroniana memoria, più lo stimolo a migliorare
pungolerà i pigri e chi si è adagiato sugli allori. Senza contare che il prezzo
dei biglietti dei visitatori può aiutare ad assumere un giardiniere in più, far
zampillare nuove fontane, migliorare la manutenzione. A Judith Whade Bernardi,signora
inglese nota per la sua passione per il giardinaggio, si deve “Grandi giardini italiani”,
organizzazione che da due anni sta ridando vita ed ossigeno a uno dei nostri patrimoni
più trascurati e al tempo stesso invidiati: parchi e giardini storici, che abbondano
in tutte le nostre regioni. A dare impulso all’iniziativa ha contribuito il massiccio
numero di visitatori nei vari giardini italiani che hanno aperto i loro cancelli
al pubblico. Questa iniziativa consentirà di capire quale immenso patrimonio verde
abbia il nostro paese; sarà l’occasione per essere orgogliosi di quanto possediamo
e per cominciare a goderne con un diverso approccio, una opportunità per cogliere
lo spirito verde comune non solo all’Italia ma a tutta l’Europa e che sa parlare
delle nostre comuni radici.
Lavoro svolto dalla scuola Statale di II° Marugj-Frank di Manduria